Alessandro Serra

(Salemi, 1993)


"La Sacra Famiglia", 2018 Olio su tela, cm. 120 x 150

"Natività", 2018 Olio su tela, cm. 160 x 200

"L’annunciazione", 2017 Olio su tela, cm. 80 x 120

"Salirò all’Altare", 2018 Olio su tela, cm. 70 x 100

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Pittore e pensatore lontano dai rumori del mondo. Ama il creato, le giornate tranquille, il silenzio, i libri.

Nasce il 19 luglio del 1993 a Salemi in provincia di Trapani da una distinta famiglia mazarese, è il maggiore di due fratelli, vive e opera nella sua Mazara del Vallo, dove ha compiuto studi di carattere artistico frequentando l’istituto Regionale d’Arte. Nel 2012 consegue la maturità e il diploma di: maestro d’arte in Decorazione Pittorica.

Dopo la scuola d’Arte preferì consacrarsi totalmente alla pittura continuando a cimentarsi nello studio dell’arte seguendo un percorso di studi personalizzato non curricolare e a dipingere incessantemente con profonda devozione. Volse lo sguardo affascinato verso Caravaggio, Rembrandt, Rubens e Velazquez, quei maestri del passato che ebbe anche modo di osservare da vicino e studiare nel corso dei suoi viaggi, ma più di ogni altro, viene colpito dai capolavori di William Turner e Caspar Friedrich. 

“… L’artista ispirato non deve rendere conto a nessuno perché l’arte è un linguaggio e ogni artista ha il suo …”      

 Alessandro Serra

 

Chiamato dalla vocazione artistica, con la natura di aver da parte l’incantesimo della creatività, oggi dipinge pago nel suo atelier esclusivamente come unica attività.

Oltre che gli studi, fondamentali furono per la sua libertà artistica i viaggi con la famiglia nelle città d’arte e le visite ai musei importanti, trascorrendo spesso l’avventura turistica isolato nei suoi pensieri e vivendo talvolta fuori dal coro, ciò nonostante sempre attento osservatore della natura, dei monumenti e delle opere d’arte per le quali amava dissertare e dare la sua interpretazione soggettiva.

Spesso però predilige girovagare in solitario per paesaggi rurali storici, borghi medievali e musei, osservando, contemplando e poi dipingendo. Attraversa l’ispirazione avvolto nel silenzio e aperto all’ascolto dell’anima, percependo per fede il mistero che la ragione non riesce a penetrare. Crea sulla tela l’incanto di ciò che esiste nella vita spirituale di tutti gli uomini oltre l’apparenza sensibile della realtà.

L’influenza dell’ambiente familiare lo spinge verso un’apertura intellettuale. In casa Serra con il padre e gli zii cresce in un’atmosfera culturale di mentalità aperta e stimolante, di amatori di libri e della grande musica. A casa si ascoltano composizioni musicali di alto livello, infiammando così in maggior misura nell’Alessandro “creativo” e pittore emergente il trasporto mistico, per la sentita pittura, che orienterà la crescita di un talentuoso percorso di maturazione artistica.

Il Giovanissimo artista contemporaneo, pittore e pensatore, dipinge un realismo mistico dalla forte connotazione che trascende il corporeo, caratterizzato da forme figurative e astratte di vissuto inconscio. La sua pittura rivela atmosfere immaginarie, con la volontà di esprimere con gli strumenti del pittore quella manifestazione altamente spirituale della realtà, che viene offerta dall’esperienza contemplativa.

La ricerca artistica è incentrata a dar vita ad opere misteriose, commoventi, ed affascinanti definendo le trascendenti e surreali visioni che attraversano l’analisi del pensiero in rapporto ai contesti storico-artistici, religiosi e culturali. La ricerca sembra racchiudere in sé un patrimonio di miti, leggende e verità filosofiche legate per di più, ma non solo, ai temi biblici delle tradizioni che attingono alle radici delle civiltà mediterranee.

Opera esclusivamente ascoltando musica. Utilizza una tecnica in continua evoluzione di olio su tela tutta sua. Dominante è la luce che permane come strumento creativo diventando il vero centro dell’opera d’arte. Dipinge ciò che la luce rivela oltre la figura. La luce rende la rappresentazione artistica singolare, a volte inquietante, ne fa il varco per entrare nel cuore e nella mente di tutti.

Le forme, talvolta astratte, raccontano di entità solitarie, malinconiche, belle ma misteriose, distratte, imbevute in una forte atmosfera di silenzio e profonda solitudine.

Alessandro parte sempre dalla beata solitudine necessaria e dall’essenza del proprio essere, dove coglie il flusso dei suoi inconsueti pensieri cercando di percepire le emozioni più intime la cui coscienza funge sempre da specchio interiore in cui la sua aspirazione si rifletterà poi attraverso quei colori che vedranno la luce sulla tela. 

“... Sentivo il bisogno di una lunga e solitaria passeggiata in un sentiero boscoso, poi … ascoltando il respiro degli alberi, sentivo il bisogno di meditare in beata solitudine creativa e poi dipingere …”

Alessandro Serra

 

L’esperienza contemplativa gli insegna la disciplina del silenzio come esclusione di ogni essere rumoroso e di ogni chiacchiera inutile che ne violerebbe gli spazi creativi. Ama isolarsi volentieri dal mondo, da una società cui non sente di appartenere, devoto a una vita di ritiro e silenzio, con la capacità di nutrire bene la solitudine, di riempirla.

In conseguenza di ciò si consegna con felice abbandono a vivere l’assidua lettura dei classici, che spaziano da Tolkien e mitologia greca, alla sacra Bibbia e Vangelo e più avanti dai classici della letteratura, al Vasari e ai grandi della storia dell’arte.

I libri incontrati al momento giusto aprono in Alessandro quelle finestre sconosciute che lo guideranno nell’ispirazione, trasportandolo in un contesto divino favorevole a trovare la propria strada.

In aggiunta alla lettura ama i viaggi, frequenta spesso ambienti di arte italiani soprattutto Roma, Firenze e Napoli.

Libri e musica lo accompagnano sempre insieme all’atletica leggera, che pratica con passione. Lo sport occupa un ruolo molto importante nella sua vita, dove con atteggiamento sincero esprime l’importanza del rispetto dell’avversario e di ogni essere umano appartenente a qualsiasi nazionalità, razza, colore o religione.

Non ama guardare la televisione, gli inopportuni e immondi suoni violentano il suo stato di grazia artistico, per questo predilige vedere film o documentari registrati e scrupolosamente selezionati, per colonna sonora, voce narrante e contenuto. In particolare è attratto dai documentari sull’arte. Tanto per citarne qualcuno ama i capolavori raccontati dagli illustrissimi professori e uomini d’arte del suo tempo: Antonio Paolucci, Claudio Strinati, Tomaso Montanari, e così via…

Di là dalle vicissitudini a volte aspre e appartate e a volte piacevoli, il suo cammino, spesso solitario e isolato, viene gratificato grazie a quelle verità che solo l’arte possiede. 

“… Un giro attraverso le esperienze intime della mia pittura. Il fenomeno della mia percezione non è connesso a “cose reali” ma è riferibile al limite dell’evanescenza tra: realtà mistica e miraggio gotico. La ricerca e l’amore per il passato, l’intensità letteraria e la grande musica sono gli impulsi psicologici che rendono possibile la creatività donatami dal cielo …”

 

ALESSANDRO SERRA. - …quel misterioso pittore incantatore, velato da un arcano segreto.

La sua pittura personalizzata è sempre alla ricerca del tenebroso fascino del sublime, del magico, del mistero. Questo geniale creatore libero e spontaneo non si riesce a catalogarlo poiché si è sempre proposto scopi completamente diversi da quelli dei suoi contemporanei. Non vi è infatti alcun artista, o corrente figurativa/concettuale, ai quali possa essere accostato con facilità senza incorrere nel dubbio di eccessiva semplificazione.

Tra le diverse produzioni, l’artista ha rivolto una grande attenzione all’Arte Sacra: 

“… La forza Miracolosa della Pittura “Celeste”

in un’atmosfera di silenzio,

presenza di Dio e di sommessa devozione …”