Filippo Leto

(Palermo, 1980)


"Pietà velata" - [Premio Kalos 2018] Scultura a tutto tondo in tecnica mista con base in legnea, cm. H. 45 x 35

"Trichelia" (cu sbarca cà è figghiu miu), 2012 Scultura a tutto tondo in tecnica mista, cm. H. 46 x L. 96 x 30

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Lo scultore Filippo Leto nasce a Palermo l’8 aprile del 1980 nel 1997 spinto dall’amore per l’arte apre il laboratorio di scultura “La città Ritrovata” ubicato all’interno dello storico mercato di Ballarò nel cuore della città antica.

Frequenta l’Istituto statale d’arte di Palermo dove consegue la maturità nel 1999. Nel 2004 consegue il diploma di laurea II livello alta formazione artistica e musicale con relativa specializzazione in scultura presso l’Accademia di belle arti di Palermo. Nel 2007 ottiene l’abilitazione per l’insegnamento in discipline plastico/scultoree dopo aver frequentato il corso biennale C.O.B.A.S.L.I.D .

Insegna presso l’Istituto statale di Spoleto (PG) e la Scuola Media annessa all’Istituto statale d’arte di Perugia fino all’anno 2007. La formazione artistica del prof. Filippo Leto entra a far parte degli ambienti di alto livello culturale di Palermo e della Sicilia all’interno dei quali incide la sua scultura; lo stile personalizzato dello scultore diviene risultato di uno studio interiore, lo stesso che abbraccia l’anima pensante di uno dei personaggi più amati da Leto, Eraclito da Efèso.

L’immagine rappresentativa della parola del filosofo entra nella passione accecante dell’artista, il quale, immergendo la riflessione nell’astrattismo concettuale filosofico, emerge la sua scultura “pensata” e, allo stesso tempo, riflessa nello spazio terreno. Diviene un surrealismo del tutto personale, quello narrato in ogni singola opera realizzata dallo stesso.

Le sue mostre personali iniziano fin da giovanissimo. Attualmente insegna discipline plastiche presso il Liceo artistico Giuseppe De Fabris di Nove (VI).

L’opera qui esposta è una Scultura a tutto tondo realizzata mediante l’uso di una tecnica mista che prevede la lavorazione di diversi materiali come il legno, l’argilla, la carta, il fil di ferro ,le stoffe ed il gesso.

Su di un armatura metallica ancorata su di una base lignea vengono modellate scrupolosamente a mano le parti anatomiche in argilla; le masse volumetriche che compongono il corpo della Madonna sono prevalentemente costruite e modellate con carta e colla mentre per i panneggi vengono usate stoffe di cotone gessate. Infine per uniformare la cromatura delle varie parti si procede con la patinatura di pigmenti e cere.

 

FRANCO PALIAGA

La scultura di Filippo Leto fatta di tecniche miste, ha certamente un sapore antico. L’opera, infatti affronta un soggetto religioso che ha una lunga storia e tradizione nella storia dell’arte, quello della Pietà.

Innumerevoli e famosi sono gli esempi che sono stato eseguiti da celebri artisti, a partire dalla celeberrima opera di Michelangelo Buonarroti, così come dei grandi scultori barocchi. È con questa tradizione che Leto si è cimentato, fornendo una elaborazione plastica, nella quale ha voluto mettersi a confronto con i grandi esempi del passato. I modi con cui l’artista ha cesellato la scultura, fatta di fine modellato, soprattutto nell’avvolgimento e viluppo delle ampie vesti, ispirate alla grande tradizione barocca, nonché nella resa dei volti, espressivi e drammatici, che ispirano al dolore ed alla sofferenza, ne fa un’opera alquanto raffinata nell’esecuzione tecnica, e un esempio di come la grande tradizione possa costituire, ancora oggi, un forte stimolo e una fonte di ispirazione per la realizzazione di opere, il cui senso drammatico dell’esistenza umana e della morte mantenga intatto e inalterato tutto il suo valore ed efficacia espressiva.