Matteo Internicola

(Erice, 1995)


"Preludio" - [Premio Kalos 2018] Olio su tela, cm. 180 x 150

"Dolor Matris", 2019 Olio su tela, cm. 210 x 176

PARTNER UFFICIALE:

Una personalità di particolare rilievo tra gli artisti trapanesi è quella di Matteo Internicola, che con grande impegno si è dedicato ad una laboriosa ricerca individuale, affondando con attitudine non comune, la pittura. Nato ad Erice il 25 gennaio 1995, si scrive al Liceo Artistico “Michelangelo Buonarroti di Trapani”, dopo il diploma si trasferisce a Grenoble Francia, dove si confronta con giovani pittori francesi. Ritornato in Italia, spinto dall’amore per l’arte si iscrive per l’anno accademico 2016/2017, al corso triennale di pittura, presso l’Accademia di Belle Arti Kandinskij di Trapani, dove inizia ad affinare le sue tecniche e ad amare sempre di più il Caravaggio e tutto il periodo che intorno ad esso ruota.

Nelle sue opere si nota la testimonianza completa, di artista, che riesce a rielaborare l’antico e ad unire tecnica, estetica e spiritualità. Risultati raggiunti attraverso uno studio attento della pittura del Caravaggio, perfezionata dalla ricerca accademica. nei suoi lavori possiamo notare, la rappresentazione dei corpi potenti e del suggestivo contrasto luce-ombra, che sono motivo dell’accostamento di Matteo Internicola al grande genio seicentesco. Le sue tele raccontano di un’arte che è senza tempo.

Partecipa a Kalos “La Sicilia dell’arte contemporanea – Marsala 19/27 maggio 2018” promossa da Lab_04, classificandosi al primo posto nella sezione pittura con l’opera “Preludio”. Nonostante la sua età, il suo talento è stato molto apprezzato dalla giuria e dal pubblico.

Partecipa alla 1° Edizione Mostra d’Arte, “L’Arte e la sua contemporaneità nella Sicilia Barocca” Civic Center, Mazara del Vallo, 21 dicembre 2018 – 6 gennaio 2019.

 

FRANCO PALIAGA

Oggi più che mai siamo abituati a risolvere il tutto con un certo intellettualismo, rifacendoci alla chiave romana e greca, eliminando quei valori simbolici, visionari e mitico-gestuali che sicuramente fanno parte del nostro bagaglio culturale, pieno di tradizioni che hanno sempre caratterizzato la storia dell’uomo vista in chiave antropologica.

Ecco perché ho voluto esprimere, in questa mia opera, il fatto che costituisce l’inizio o il preannuncio di qualche cosa, i primi segni di un prossimo evento; rappresentando la Beata Vergine con i piedi nudi per mettere in evidenza la sua umiltà, esemplificata perfettamente nella frase: “Ecco la serva del Signore: avvenga per me la tua parola”. Lei era la fedele “Figlia di Sion” che ha realizzato la chiamata all’obbedienza che Dio aveva chiesto agli israeliti. Lo sfondo sta ad indicare elementi simbolici leggendoli in prospettiva mariana: Maria-roccia-dimora di Dio, porta del cielo. Nel contesto religioso-culturale della terra di Canaan esisteva il culto delle pietre sacre, simbolo di divinità. L’amico testamento registra un valore positivo della pietra, in quanto essa può essere segno di consacrazione e di trasmissione della Potenza Divina. Maria è la pietra sulla quale si è posato Dio rendendola porta del cielo, ella è la pietra perfetta, con cui si costruisce l’edificio spirituale, casa di Dio tra gli uomini. I colpi di luce stanno ad esaltare la vittoria del bene sul male, per poi terminare con la mano divina che sconfigge le tenebre e di conseguenza assistiamo al trionfo della Fede”.

Le parole che accompagnano l’immagine spiegano bene il significato della tela. La pittura è condotta con un’ottica tecnica compositiva, impostata su poderosi effetti luministici che fanno risaltare le due figure, rinviando alla tradizione caravaggesca, composta da un disegno espressivo preciso e dettagliato, a cui si affianca il senso metaforico del tema. Al di là della spiegazione fornita dall’autore, l’opera è fondamentalmente evocativa ed allusiva, poiché il gesto del bambino rivolto alla donna può essere inteso in diverse maniere: come atto di indicazione, di riferimento, alla presenza della Madre, e la cui prossemica assume nel complesso un senso ambiguo, ma la contempo misterioso ed enigmatico.

Il soggetto così sembra travalicare la realtà per condurci verso un mondo che va al di là della pura apparenza, ma si ammanta di simbologie universali ed umane che sembrano sfidare il tempo e lo spazio.