Attr. a Liberale Da Verona (Verona, 1445c - 1529) 

Madonna con il Bambino

olio su tela applicata su faesite/legno, cm. 95 x 78,5

(Opera in fase di restauro)
 

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Attribuita per tradizione collezionistica come seguace di Bastiano Lazzari, la tela in esame – ancora in fase di restauro – presenta inequivocabili stilemi cinquecenteschi legati prevalentemente alla cultura tardogotica e primo rinascimento veneto, impostata sulla tradizione della pittura del XV secolo.

L’opera, inedita, illustra una delle scene più note legate alla figura della Madonna con il Bambino. La sua figura ha un che di fissità iconica che rimanda alla pittura bizantina, alla radice della scuola veneziana. Gli sguardi di madre e figlio s’incontrano, come di consueto, e tra i due esprime la familiarità della scena. La Madonna è raffigurata a mezzo busto in un interno dietro una sporgenza di mattonelle con le braccia aperte, mentre il Bambino Gesù è sdraia su una balaustra sotto una preziosa stoffa bianca. Le figure risaltano con grande enfasi sullo sfondo ombroso della parete che rivela uno scorcio del paesaggio. La fisionomia del Bambino, in cui i piani del volto sembrano quasi sfondare in sezioni prismatiche accentuando lo studio del volume.

Il monumentale blocco dei volumi, reso in alcuni passaggi simili a solidi geometrici puri, così come la luce che scalda il colore depositato in masse compatte, la modellatura avvolgente realizzata per mezzo di una linea forte e fluida, la raffigurazione del panneggio e i tipi fisici delle figure, riprende le opere di Liberale da Verona (Verona, 1445c. – 1529). Il nome di Liberale deriva dalla sua città natale, Verona, dove si è formato come miniaturista e pittore di quadri. Formatosi secondo il Vasari sulle esperienze tardogotiche di Vincenzo di Stefano, si evolse verso il classicismo di Andrea Mantegna e i modi di Jacopo e Giovanni Bellini.

Resta da dire che Liberale fu straordinariamente capace di assimilare le diverse e innovative sollecitazioni culturali della sua epoca, basti qui ricordare gli interventi critici che lo riguardano attinenti alla sua formazione e maturità artistica. Ad esempio l’osservazione vasariana sullo stile belliniano fu messa in dubbio da Federico Zeri (1951) che in lui vedeva riferimenti all’ambito di Squarcione, ma escludendo una diretta influenza padovana per quanto riguarda le forme. Roberto Longhi (1955) invece, pur accettando l’influsso di Squarcione inquadrerà l’educazione di Liberale tra Vivarini e Mantegna con alcune tangenze donatelliane. Spetterà a Carlo Del Bravo (1960- 1963; 1967) rilevare altresì i riferimenti con il tardogotico Giambono, conosciuto direttamente a Verona e i rapporti con Girolamo da Cremona, mentre Volpe (1961) ne evidenzierà i riferimenti al clima ferrarese.

Verso il 1488 Liberale tornò a Verona, dove creò dipinti di medie dimensioni, come l’opera attuale, per la devozione privata e gli affreschi nelle chiese della città.

Il dipinto in esame è molto simile a quello della Madonna con il Bambino (Asta Wannenes, Dipinti Antichi e del XIX secolo, 30 maggio 2018, lotto 640, attribuito a Liberale Da Verona, olio su tavola cm. 50 x 57.

Andrea Maggio