Carlo Dolci (Firenze, 1616 - 1686) 

Martirio di Sant'Andrea

olio su tela, cm. 124 x 99


Expertise: Sandro Bellesi, Mina Gregori, Silvia Benassai, Giuseppe Cantelli 

Attribuzione: Marco Chiarini, Pierluigi Carofano, Emilio Negro, Franco Paliaga, Anna Bisceglia, Silvia Bruno.  

Provenienza: Collezione [con buona probabilità secondo il parere del Prof. Giuseppe Cantelli] di Carlo Corbinelli (Firenze XVII secolo), posseduta oggi da Andrea del Rosso, come citata dal Baldinucci (G. Cantelli, Repertorio della pittura fiorentina del Seicento, 1983, 2009), Collezione Europea, Collezione privata Spagnola, Collezione privata Mazara del Vallo.  

Report condition: Sandro Salemme di Imola (BO)

Note: Corredato di Attestato di Libera Circolazione (Replica autografo C. Dolci) 

Pubblicazione: Marco Chiarini e Serena Padovani, in La Galleria Palatina e gli Appartamenti Reali di Palazzo Pitti Catalogo dei Dipinti, Firenze 2003, Vol. II, pp. 144-145, n. 220 (come replica Autografa); Sandro Bellesi, in Studi sulla pittura e sulla scultura del ‘600 - ‘700 a Firenze, Firenze 2013, pp. 60-61, fig. 41(come replica Autografa); Valori Tattili. Numero ¾ Gennaio-Dicembre 2014. Ferdinando di Cosimo III de’ Medici, Gran Principe di Toscana, e Violante Beatrice di Baviera, Atti del Seminario di Studi Firenze, Biblioteca degli Uffizi, 25 Gennaio 2014, Felice Editore, San Giuliano Terme 2015, Stampato da Badecchi & Vivaldi, Pontedera 2014 (Copertina Iniziale); Francesca Baldassari, in Carlo Dolci. Complete Catalogue of the Paintings, Firenze 2015, pp. 157, n. 60 (come copia); S. Bellesi, Silvia Bruno, in Carlo Dolci, Catalogo della mostra (Firenze, Galleria Palatina, 30 giugno – 15 novembre 2015) a cura di Sandro Bellesi, Anna Bisceglia e Mina Gregori, Livorno, 2015, pp. 33-55 e pp. 202-205, n° 20, fig. 7 (come replica Autografa); A. Maggio, in I Miti e il Territorio nella Sicilia dalle mille culture. L’Influenza di Caravaggio e dei Fiamminghi nella pittura meridionale, catalogo mostra (Salemi, Castello Normanno-Svevo, 9 agosto – 25 ottobre 2015) a cura di ranco Paliaga, Pontedera, 2015, Bandecchi Vivaldi, pp. 96-99, n° 29 (come replica Autografa); Cambi Casa d’Asta - Milano, in Fine Art Selection, Milano, Palazzo Serbelloni, 18 novembre 2015, pp. 107-109, Asta 245, lotto 116 (come replica Autografa); G. Cantelli, in I Miti e il Territorio nella Sicilia dalle mille culture. L’Arte e la sua Contemporaneità: dai Caravaggisti ad Oggi, catalogo mostra (Mazara del Vallo, Collegio dei Gesuiti, 8 luglio – 24 settembre 2017) a cura di Franco Paliaga e A. Maggio, Marsala, 2017, Lab_04 Editore, pp. 84-85, n° 15 (come replica Autografa); A. Maggio, in L’Arte e la sua Contemporaneità nella Sicilia Barocca, catalogo mostra (Mazara del Vallo, Complesso Civic Center, 21 dicembre 2018 – 6 gennaio 2019) a cura di Andrea Maggio, Marsala, 2018, Lab_04 Editore, pp. 30-35 (come replica Autografa); M. Gregori, in L’espressione della bellezza. Connubio tra passato e presente nell’arte figurativa, catalogo mostra (Marsala, Palazzo Fici, 23 aprile – 5 maggio 2019) a cura di Andrea Maggio, Marsala, 2019, Lab_04 Editore, pp. 40-41, n. 10 (come replica Autografa).  

Esposizione: Salemi, Castello Normanno-Svevo, I Miti e il Territorio nella Sicilia dalle mille culture. L’Influenza di Caravaggio e dei Fiamminghi nella pittura meridionale, a cura di Franco Paliaga, 09 agosto – 25 ottobre 2015; Milano, Palazzo Serbelloni, "Fine Art Selection", 14 novembre – 18 novembre 2015; Mazara del Vallo, Complesso Monumentali del Collegio dei Gesuiti, I Miti e il Territorio nella Sicilia dalle mille culture. L’Arte e la sua Contemporaneità: dai Caravaggisti ad Oggi, a cura di Franco Paliaga, 8 luglio – 24 settembre 2017; Mazara del Vallo, Complesso Monumentali Civic Center, L’Arte e la sua Contemporaneità nella Sicilia Barocca, a cura di Andrea Maggio, 21 dicembre 2018 – 6 gennaio 2019; Marsala, Palazzo Fici, L’espressione della bellezza. Connubio tra passato e presente nell’arte figurativa, a cura di Andrea Maggio, 23 aprile – 5 maggio 2019.

Bibliografia di riferimento: C. Del Bravo, “Carlo Dolci, devoto del naturale”, in «Paragone», 163, 1963, p. 35; C. McCorquodale, “A Fresh Look at Carlo Dolci”, in Apollo, XCVII (1973), 135, pp. 477-488; C. McCorquodale, “Aspects of Florentine Baroque Painting”, in Apollo, CLI (1974), pp. 208 s.; M. Gregori, “A Cross-section of Florentine Seicento Painting: the Piero Bigongiari Collection”, ibid., pp. 225 s.; C. McCorquodale, “Some Paintings and Drawings by Carlo Dolci in British Collections, in Kunst des Barock in der Toskana”, München 1976, pp. 313-320;   Marco Chiarini, La terza versione del “Martirio di s. Andrea” di Carlo Dolci, in Paragone, XXIX (1978), 337, pp. 90; C. McCorquodale, “Painting in Florence 1600-1700”, exhibition catalogue, London, Royal Academy, 20 January – 18 February 1979; and Cambridge, Fitzwilliam Museum, 27 February - 28 March 1979, pp. 44-66, Cat. 25; G. Cantelli, “Repertorio della pittura fiorentina del Seicento”, Firenze 1983, pp. 69-75; M. Gregori, “Carlo Dolci e la pittura sacra, in Atti del Convegno La pittura sacra del Seicento e il Sassoferrato”, San Severino Marche 27 sett. 1986; Cantini Ed., “Il Seicento Fiorentino”, Firenze 1986, Palazzo Strozzi, 21 dicembre 1986/4 maggio 1987, a cura di Mina Gregori e Piero Bigongiari, Vol. Pittura, pp. 434-459, Vol. Biografie, pp. 81-83; M. Gregori e E. Schleier, “La Pittura in Italia: Il Seicento”, Ed. Electa 1988, saggio Mina Gregori “La Pittura a Firenze nel Seicento”, pp. 251-295, fig. 433; F. Baldassari, “Carlo Dolci”, Torino, 1996, pp. 83-86, nn. 49-51; con bibliografia precedente; M. Gregori, “Uffizi e Pitti. I dipinti. Gli artisti. Le scuole”, Librimoderni, Firenze 2000, pp. 367-371 e 410-413, n. 544 (ill.fig.pag.410); M. Chiarini e S. Padovani, “La Galleria Palatina e gli Appartamenti Reali di Palazzo Pitti Catalogo dei Dipinti”, Firenze 2003, Vol. I, pp. 198-199, tav. 134; Vol. II, pp. 144-145, n. 220; S. Bellesi, “Catalogo delle pitture fiorentine del ‘600 e ‘700. Biografie e Opere”, Firenze, 2009, I, pp. 133-136; con bibliografia precedente; Silvia Benassai, “Onorio Marinari. Pittore nella Firenze degli ultimi Medici”, Firenze, 2011; Sandro Bellesi, “Studi sulla pittura e sulla scultura del ‘600 – ‘700 a Firenze”, Ed. Polistampa, Firenze 2013, pp. 60-61, fig. 41;  F. Baldassari, “Carlo Dolci. Complete Catalogue of the painting”, Ed. Centro di, Firenze 2015, pp. 154-157, nn. 58-60; S. Bellesi, A. Bisceglia e M. Gregori, “Carlo Dolci”, Catalogo della mostra dal 30 giugno – 15 novembre 2015, Firenze Galleria Palatina, Livorno 2015, pp. 33-55, fig. 7, saggio Silvia Bruno, Cat. 20, pp. 202-205.

Il dipinto (olio su tela 124 x 99 cm.) in esame, è stato studiato indipendentemente dai studiosi: Mina Gregori, Silvia Benassai, Giuseppe Cantelli (si veda: G. Cantelli, in I Miti e il Territorio nella Sicilia dalle mille culture. L’arte e la sua contemporaneità: dai Caravaggisti ad Oggi, catalogo della mostra, Mazara del Vallo, Collegio Gesuiti, 8 luglio – 24 settembre 2017, a cura di Franco Paliaga, Marsala, 2017, Editore Lab_04, pp. 54-55, n° 15) e Sandro Bellesi (si veda: S. Bellesi, in Studi sulla pittura e sulla scultura del ‘600 - ‘700 a Firenze, Firenze 2013, pp. 60-61, fig. 41; S. Bellesi, Silvia Bruno, in Carlo Dolci, catalogo della mostra monografica, Firenze, Galleria Palatina, 30 giugno - 15 novembre 2015, a cura di S. Bellesi, A. Bisceglia e M. Gregori, Livorno, 2015, pp. 33-55 e pp. 202-205, n° 20. fig. 7) che hanno ricondotto la tela all’attività del pittore Carlo Dolci con comunicazione scritta al proprietario. Il dipinto, inoltre, proveniente da una importante collezione privata spagnola, è già noto allo storico Marco Chiarini (ex direttore della Galleria palatina di Pitti), che specifica alla fine della scheda n. 220 dell’opera di Palazzo Pitti (si veda: M. Chiarini e S. Padovani, La Galleria Palatina e gli Appartamenti Reali di Palazzo Pitti Catalogo dei Dipinti, Firenze 2003, Vol. II, pp. 144-145, n. 220), l’esistenza di: “….Un’esemplare di ottima qualità, che ripete fedelmente la composizione di Pitti, è in collezione privata spagnola…”.

Interessante e finora inedita acquisizione al catalogo di Carlo Dolci, l’opera risulta una replica autografa di una delle composizioni più note del pittore, ovvero il Martirio di Sant’Andrea conservate rispettivamente presso la Galleria Palatina a Firenze (con le dimensioni di 122 x 99, firmato e datato 1646 e documentato nella collezione Gerini a Firenze) e nel Birgmigham Museum of Art (con le dimensione di 115 x 91, firmato e datato 1643). L’autografia, che a chi scrive sembra plausibile per la qualità del dipinto, anche se, è stato messa in dubbio dalla Baldassari.

Per gli studiosi, la sua autografia è confermata in considerazione dell’esecuzione che non presenta caratteri di copia, sia nella libertà della conduzione, che nello spessore variato delle pennellate. La strabiliante qualità pittorica, l’esclusiva selezione cromatica, la raffinatezza dell’impaginato scenico e l’analitico definizione delle figure – quasi bloccate in un’istantanea fotografia – consentono di poter assegnare l’opera al catalogo autografo di Carlo Dolci, protagonista indiscusso della grande stagione artistica del Seicento Fiorentino, tuttora molto apprezzato a livello internazionale.

Secondo l’opinione di Cantelli: … la seguente versione del Martirio di Sant’Andrea possa essere quella, citata dal Baldinucci, dipinto per Carlo Corbinelli, posseduta oggi da Andrea del Rosso…..

 Andrea Maggio

                “ … L’opera conduce immediatamente al dipinto con lo stesso soggetto di Carlo Dolci, conservato a Firenze nella Galleria Palatina e ad altri esemplari noti. Si osservano solo alcune piccole varianti, mentre il carattere espressivo del dipinto corrisponde alle realizzazioni autografe del grande pittore fiorentino.

Anche la resa coloristica è elevata. Forte è il contrasto tra il cielo di un azzurro sfumato e la Croce che vi si oppone. I rossi in varie tonalità rappresentano l’altra costante del dipinto. Su questa tavolozza variata domina in primo piano le veste blu intenso che l’aguzzino sta togliendo al Santo Martire, che si offre con espressione rassegnata.

Il raro episodio rientra nella poetica del Dolci, nella sua penetrante ricerca di sentimenti sottili e devoti”.

Mina Gregori



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